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Convegno USPI: Fake News, Libertà e responsabilità di Informazione. Senato della Repubblica il 12 ottobre

Da un lato, l’utilizzo sempre più pressante e irrinunciabile di internet fonte inesauribile di news, approfondimenti e opinioni in tempo reale rispetto all’accadimento dei fatti, di grande opportunità per gli utenti ma che dall'altro comporta lo scivolamento sul terreno insidioso delle informazioni infarcite da ambiguità, idee e concetti distorti elaborati abilmente tanto da influenzare e intaccare la mente dei lettori sul piano del discernimento tra verità e/o inganno. | Al convegno di approfondimento, l'intervento di Francesco Saverio Vetere Segretario generale Uspi, la partecipazione dei rappresentanti di Google, Facebook e di esponenti della politica e del settore Editoria

di Mimma Cucinotta


:: Editoria/Giornalismo

Lun 28 Ottobre 2019 - 20:00


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Neanche un secolo fa, la scarsa diffusione di notizie influenzava la libertà di pensiero degli italiani. La stampa dei maggiori giornali a tiratura nazionale e quella di qualche foglio di produzione locale o regionale che seppur affidabili divulgatori delle ultime novità culturali, politiche ed anche generaliste, lasciavano un consistente spazio vuoto. Solo alcune ‘isole sociali’ fruivano notizie sonori dalla radio, oggetto parlante di gran moda e raro complemento di arredi nelle case dei più abbienti a partire dagli anni ’20.

 Nel dopoguerra, dopo la chiusura di molti giornali imposta dal regime fascista, la politica economica di ricostruzione globale del Paese aprì alla ripresa degli investimenti in molti settori industriali. Quello editoriale, passando dal lancio della radio televisione pubblica Rai, alla nascita o al consolidamento dei grandi gruppi e delle piccole e medie imprese Pmi, riscosse notevole impulso.

Al di là delle alternanti vicende politiche che da sempre detterebbero le cosiddette linee editoriali finalizzate ad orientare il pensiero dell’utenza, gli italiani iniziarono a ricevere una profusa informazione da parte dei media regolamentati. Ne derivò una propagazione di notizie giornalistiche per lo più ampiamente accreditate. Oggi accade il contrario.

Malgrado la crisi del comparto dell’editoria, piegato dalla dura recessione emersa nettamente nella seconda metà degli anni 2000 abbia drammaticamente indotto alla chiusura di migliaia di testate giornalistiche italiane mettendone in ginocchio tante altre comprese quelle appartenenti ai gruppi leader, il bombardamento informativo che coinvolge e stravolge negli ultimi tempi la nostra vita quotidiana è da considerarsi insostenibile. Sempre in questi anni il mondo dell’informazione attraversa una trasformazione radicale che rimodula i criteri di ricerca delle notizie da parte dei lettori. Con l’era di internet che afferma l’informazione digitale, va in scena in rete una massa informe di notizie.

Da un lato, l’utilizzo sempre più pressante e irrinunciabile di internet fonte inesauribile di news, approfondimenti e opinioni in tempo reale rispetto all’accadimento dei fatti, che si rivela di grande opportunità per gli utenti ma che dall'altro comporta il loro scivolamento sul terreno insidioso delle informazioni infarcite da ambiguità, idee e concetti distorti elaborati abilmente da influenzare e intaccare la mente dei lettori sul piano del discernimento tra verità e/o inganno.

Inteso come mezzo di comunicazione entrato con forza nella nostra vitta di tutti i giorni, il web, soprattutto negli ultimi anni è un vero mare magnum di informazioni alterate da siti – blog spacciati, per i meno accorti, in testate giornalistiche, nei quali l’autenticità della notizia supportata da fonti attendibili è eufemisticamente soltanto un optional.

Se fino cinquant’anni fa, la scarsità di informazione rappresentava una minaccia per la libertà, oggi è esattamente l’opposto.

La disinformazione impera sovrana e spadroneggia nel mondo dei social media invasi da fake news o notizie false. Un mondo articolato con alle spalle a volte organismi solidamente strutturati, anche se ad innescare il meccanismo della disinformazione in Rete bastano gli utenti isolati.

Cosa ci spinge a credere alle bufale, non è così semplice da documentare. La citazione di fonti credibili ma non veritiere ci trae probabilmente in inganno e siamo portati a rilanciare ricondividendo realtà inesistenti.

I giovani, nati ‘’nella tecnologia” definiti nativi digitali, espressione coniata per la prima volta nel 2001 dal newyorkese Marc Prensky, studioso dei problemi educativi, così come mostrano facilità di apprendimento dei dinamismi che ruotano intorno al mondo dell’elettronica con performanti abilità nell’uso di Facebook, twitter, Istagram, allo stesso modo restano più facilmente intrappolati dagli inganni della Rete. Secondo recenti studi, è stata riscontrata in un’alta percentuale dei ragazzi una maggiore vulnerabilità all’attacco delle Fake news, per una sorta di immunodepressione della capacità deduttiva sui contenuti ambiguamente esposti nella vetrina di internet. I giovani dunque non riuscendo a percepire la realtà dei contenuti web sono da ritenersi soggetti a rischio per la loro fragilità di esposizione alle insidie della Rete.  

Nel 2018 alcuni  ricercatori hanno presentato un uovo algoritmo anti fake news che dovrebbe garantire un effetto maggiore nel rivelare le bufale rispetto a quelli utilizzati fino a oggi. Il  software che attraverso l'algoritmo smaschera le “spie” linguistiche tipiche delle Fakenews prima che possa manovrare l’opinione pubblica è già in uso nei  social media e siti aggregatori di notizie come Google News.

Di questo e tanto altro si parlerà  a Roma,  martedì 12 novembre 2019, al Convegno di approfondimento promosso dall’Unione Stampa Periodica Italiana USPI : “FAKE NEWS, LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ DI INFORMAZIONE NELL’ERA DIGITALE – Libertà di stampa, principi deontologici del lavoro giornalistico e leggi dello Stato. L’impatto delle fake news sull’opinione pubblica”.

L’incontropresso la Sala Koch del Senato della Repubblica a partire dalle 9:30, oltre all’intervento dell’Avv. Professor Francesco Saverio Vetere Segretario Generale USPI, vedrà i contributi di esponenti politici, di settore e delle piattaforme di Google e Facebook, intorno alla controversa questione delle fake news e della responsabilità dell’informazione nell’era digitale.

 

L’evento è inoltre approvato dall’Ordine dei Giornalisti come corso di formazione con il riconoscimento di n. 5 crediti deontologici.

È già possibile accreditarsi al link: https://uspiconvegno.eventbrite.it.

 

Per i giornalisti, invece, l’accredito è previsto sulla piattaforma SIGEF entro venerdì 08.11.2019, al link https://sigef-odg.lansystems.it/sigefodg/.

 

Di seguito il programma completo degli interventi:?

 

09:30 Accrediti

 

 

10:00 Indirizzi di saluto


PRESIDENZA DEL SENATO

 

 

Interventi

 

Cons. Ferruccio SEPE, Capo Dipartimento Editoria – Presidenza del Consiglio dei Ministri

 

Prof. Francesco Saverio VETERE, Segretario Generale – Unione Stampa Periodica Italiana

 

Dott. Carlo VERNA, Presidente – Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti

 

Dott. Carlo PARISI, Direttore di Giornalistitalia.it

 

Dott. Diego CIULLI, Public Policy manager Google Italia

 

Dott. Laura BONONCINI, Public Policy director – Facebook Italia

 

Avv. Maurizio GUALDIERIEsperto in materia di Diritto e Mercati dei contenuti e servizi online – Università Europea di Roma

 

Coordina i lavori


Dott.ssa Federica META, Giornalista CORCOM

 

L’ingresso libero e gratuito con prenotazione obbligatoria. L’accesso alla sala – con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.

 


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