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Palermo. La conversione missionaria delle nostre comunità: lo spirito profetico dell'Arcivescovo Lorefice alla Pastorale Diocesana

Momenti di preghiera e ascolto si sono alternati agli interventi del Pastore della Chiesa palermitana Don Corrado Lorefice, di padre Francesco Occhetta gesuita e dell'Arcivescovo Bruno Forte di Chieti

di Riccardo Rossi - giornalista e missionario laico della Missione Speranza e Carità a Palermo


:: Cultura Arte Spettacolo

Ven 11 Ottobre 2019 - 19:49


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Palermo, 11 ottobre 2019 -  “Chiesa convocata per una conversione missionaria delle nostre comunità” ha spiegato l’Arcivescovo  di Palermo Don Corrado Lorefice affrontando con spirito profetico  il tema di apertura dell’annuale  Pastorale Diocesana.

L’incontro ecclesiale di stamattina, moderato da Padre Carmelo Torcivia, Direttore dell’Ufficio Pastorale Diocesano  ha alternato momenti di preghiera e ascolto di un passo degli atti degli Apostoli vissuti emozionalmente dai presenti.  Ad introdurre la giornata il Pastore della chiesa palermitana Don Corrado, che ha esordito: “Non c’è saluto più efficace e autentico che quello di sentirci tutti convocati dalla Trinità di essere in Dio. Prestiamo orecchi a chi ci ha convocato per questo siamo convenuti. L’assemblea Diocesana è un atto liturgico, non possiamo perdere di vista che un’assemblea Diocesana è un atto liturgico, chi la presiede è il Signore. A Lui prestiamo ascolto.” Nel suo intenso intervento il nostro Arcivescovo ha anche detto :” Dal servizio alla Parola scaturisce ogni servizio. Dobbiamo prendere sul serio la parola di Dio, perché sul serio ha fatto Dio. Lui ci chiama alla corresponsabilità. Il Cristianesimo non è fatto per gli individualisti. Noi esistiamo dal Vangelo per il Vangelo. Una chiesa convocata per una chiesa missionaria. Per una attività missionaria della chiesa. Sarà prezioso l’apporto missionario di ognuno di noi, anche per mezzo dei due autorevoli relatori l’Arcivescovo Bruno Forte e di Padre Francesco Occhetta. Da questo vi riconosceranno da come vi amerete”. Poi padre Torcivia ha presentato alla platea Bruno Forte dicendo “sapete tutti chi è non ha bisogno di presentazioni” immediatamente le replica dell’Arcivescovo di Chieti “Grazie per questo processo di canonizzazione”.

Tutto l’intervento di Mons. Forte è stato intervallato da batture e siparietti divertenti. “Ho accettato di venire -dice il Prelato- perché vedo in Don Corrado un uomo buono, bravo sono venuto in amicizia verso di lui, in comunità ecclesiale, tante volte sono venuto a Palermo. Il discorso di Padre Bruno è di una elevazione spirituale talmente alta da fare sussultare il cuore di gioia e indurre alla riflessione orante. “Abbiamo ricevuto un dono immenso, - spiega Forte- il dono di Cristo. Il nostro bisogno è di annunciare Cristo Gesù. Il dono è fatto per essere condiviso. Il grande rischio di questo mondo attuale è di una ricerca individualista, ognuno vive nel suo mondo. La vita è bella se tu la spendi per gli altri. Questo dono d’amore lo vuoi condividere con gli altri. Siamo collaboratori della Gioia”. Parole semplici, ma profonde: “la fedeltà della Chiesa- continua nel suo intervento- è affidarsi alla novità dello Spirito Santo. La lettura dei segni dei tempi, sforzarci, cambiare di prospettiva. Tutti insieme bisogna camminare, Vescovi, sacerdoti, il popolo di Dio, in un discernimento spirituale ricolmo di fantasia. Tutti nella chiesa siamo chiamati alla Buona Novella, nessuno è escluso. No al disimpegno, nessuno deve stare alla finestra, tutti siamo chiamati ad evangelizzare.   No alla stasi e all’incanto del passato, dobbiamo essere sempre giovani all’annunzio. Il carisma più grande è il carisma di sentirsi parte. Si alla comunione, no alla divisione. Occorre annunciare il Vangelo a tutti gli uomini non solo a quelli più pii. Tutti hanno diritto al Vangelo, rompi le scatole con il tuo amore!”

Padre Bruno Forte che ben sa farsi ascoltare dai fedeli, per non perdere la loro attenzione spezza i suoi discorsi in alcune  parti, numerandole e nelle conclusioni  scandisce 10 punti uno più bello dell’altro. Numero uno, fuggi la malinconia, sii uomo della Gioia. Due, sii paziente. Tre, la tua pazienza sia attiva, impegnati per una vita più giusta e bella. Quattro, Il coraggio di pensare in grande. Cinque, se sei impegnato in politica fatti guidare dal Bene Comune. Sei, diritto alla bellezza dei poveri. Sette, scommetti sui giovani. Otto, guarda questo mondo in maniera introspettiva, questa è la casa di tutti, chi respinge gli immigrati sta bestemmiando. Nove, cerca in ogni cosa equità e giustizia. Dieci, affida al Signore tutto il tuo cuore per il Bene Comune’’. Padre Bruno conclude magnificando la Madonna “La Tutta Bella”.

 Una esaltazione per ‘’il mondo che ha bisogno di parole buone’’nell’intervento di Padre Francesco Occhetta gesuita e scrittore di Civiltà Cattolica che aggiunge:’’ Ci sono parole che agiscono sulle paure, noi dobbiamo dare invece parole che danno speranza. Occorre viaggiare ma non da turisti, ma da pellegrini toccando il dolore e le gioie delle persone”. Padre Occhetta chiude la giornata Pastorale sottolineando: “Ci sono tante esperienze virtuose che bisogna collegare”.

 


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