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L’artista siciliana Laura Marchese si racconta

Nelle sue opere l’immigrazione, la maternità e la femminilità


:: Cultura Arte Spettacolo

Sab 17 Agosto 2019 - 23:27


Immagine Principale

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Come capita a molte donne, [Laura] indomita si è aggrappata a quella energia ancestrale che solo a noi appartiene, una donna che corre coi lupi.

Così scrive il critico d’arte Maria Teresa Zagone descrivendo l’artista siciliana di Milazzo, Laura Marchese, in occasione della mostra “Abbracci” tenuta a Messina, presso La Stanza dello Scirocco, dal 16 al 30 marzo 2019.

Laura Marchese, classe 1988, è madre e vive a Milazzo, prossima alla laurea in filosofia contemporanea con una tesi sull’immagine e il tempo in Walter Benjamin.

Dal punto di vista artistico, la ricerca di Laura è legata all’aspetto intellettuale e filosofico dell’attualità. I temi principali trattati sono l’immigrazione, la maternità, la profondità dello sguardo umano e la ricerca nella pieghe del volto di un frammento di umanità, la femminilità, il vissuto che traspare dall’espressione.

Principalmente si dedica alla ritrattistica e alle caricature. Realizza live painting a tema in noti locali della provincia e, di recente, svolge attività artistiche anche in eventi e cerimonie private, in occasione di matrimoni, compleanni, comunioni, etc.

 

“Preferisco dipingere dal vero con velocità e immediatezza – si racconta Laura Marchese –. Attraverso l’istantanea del gesto riesco a cogliere la carica del reale e conferire al lavoro quella forza espressiva che si può ottenere senza ponderare. L’istintualità, supportata da un bagaglio tecnico, mi permette di esprimermi dando importanza al soggetto, dunque alla persona ritratta”.

Qual è la tua tecnica principale?

«Prediligo il carboncino su carta scura applicando inserti di bianco che mi consentono di potenziare gli effetti di luce e del chiaroscuro, così da esaltare la profondità di uno sguardo o di un’espressione. Ma non disdegno dipingere ad olio, con pastelli, pennarelli o qualsiasi altro materiale a disposizione, come del resto ho sempre fatto. Pensando al mio modo di dipingere, posso dirti che spesso mi capita di non immaginare il risultato finale e di farmi guidare dalle linee che prendono forma sul mio foglio».

 

Quali sono e quali sono stati i tuoi progetti?

«Ho fatto una mostra ad aprile di quest’anno, a Messina, curata dal critico d’arte Maria Teresa Zagone dal titolo “Abbracci” esponendo cinque dittici sulla maternità e sulla femminilità. Ho partecipato a diverse istallazioni nella provincia di Messina utilizzando materiali particolari come smalti su plastica e, tra le tante attività minoritarie, ho allestito una stanza tappezzandola interamente di disegni creando un ambiente suggestivo e dipingendoci dentro con il Collettivo Flock. In autunno esporrò di nuovo a Messina nelle stanze della Pegaso insieme alle presentazioni di tre libri, il titolo dell’evento sarà “Donna tra forza e fragilità”, verrà affrontato il tema della femminilità nell’aspetto della memoria, della letteratura e della pedagogia. Nella stagione invernale, invece, è prevista una personale con pezzi inediti. Un progetto da definire a cui sto già riversando idee nuove».


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