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Leggere il mondo attraverso la poesia

“In itinere”, la silloge di Nuccia Miroddi

recensione di Pina D'Alatri


:: Cultura Arte Spettacolo

Dom 07 Luglio 2019 - 20:47


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Un’ altra raccolta si aggiunge al “Corpus” poetico di Nuccia Miroddi, sensibile interprete della  complessità del nostro tempo. Il percorso iniziato con “Finestra sulla vita”, “Gocce di poesia”, continuato con “Il labirinto della vita”, “Memorie”, è condotto a termine con la silloge “In itinere”(C.E. Pagine, Roma 2019 pg 89) . Le prime raccolte erano un affacciarsi dell’io poetico sul mondo circostante per afferrarne la complessità e la problematicità, “In Itinere” invece rappresenta una fase di approfondimento e di rielaborazione più matura di un percorso di vita già compiuto e riletto con emozione e lucidità. Tutto il reale, sempre impreziosito dal ricordo , si carica di riflessi cromatici intensi, accentuati da “flash” che segnalano momenti, luoghi,occasioni. Nel leggere i versi della Miroddi, viene in mente una pregnante riflessione  del  grande poeta tedesco del ‘900 Rainer Maria Rilke, in merito all’arte di far poesia:”…bisogna prima ricordare tutto, poi dimenticare tutto, poi ricordare ogni cosa e solo allora credere di poter avere la grazia di un verso o di un rigo”. La poetessa ha raccolto, nella sua memoria, una congerie di vicende, di stimoli, di riflessioni che hanno preso corpo  in forma “poetica” secondo l’accezione più antica del termine. La raccolta condensa momenti individuali( “Quiescenza”…”Sola e pensosa…”) ma  anche collettivi ( “Noi siamo…”Ancora sangue”…). Da un lato lo sguardo si sofferma su un percorso di vita sereno, costellato da eventi familiari e personali, dall’altra fanno irruzione in questo microcosmo, il mondo di fuori, le guerre, la malavita, la corruzione e il potere. La connessione tra il dentro e il fuori, tra l’io e il mondo è saldata da  una visione quasi luziana di “umiltà della vita”,  filtrata attraverso la poesia. L’io poetico ha raggiunto una profonda consapevolezza della complessità del reale che forse, solo, la poesia riesce ad interpretare e a narrare. Il rigore formale, derivato da una solida formazione classica, armonizza la raccolta, placando il mondo tumultuoso dei sentimenti e degli eventi e creando un’armonia d’insieme.

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Nuccia Miroddi

Nasce e vive a S. Filippo del Mela. Si laurea in Lettere classiche all’Università di Messina, con il massimo dei voti e la lode. Insegna italiano e latino per oltre un trentennio presso il liceo classico G. B. Impallomeni di Milazzo. Pubblica le sillogi Gocce di poesia (2008), Finestra sulla vita ( 2010), Memorie (2011). Le sue poesie sono presenti in diverse antologie. Microsillogi fanno parte di note collane.

 


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