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Il riconoscimento di AGIRT per l’attività di ricerca su media e migrazione e di Columnist de La Voce di New York

Sicilia Noto, al professor Pira consegnato il Premio Solidarietà 2019

Il sociologo: “Sono davvero grato a chi ha voluto apprezzare il lavoro svolto con umiltà, impegno e passione”


:: Cultura Arte Spettacolo

Lun 01 Luglio 2019 - 09:52


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Immagine:  Il professor Francesco Pira ritira il Premio dal Sindaco di Noto avvocato Corrado Benfanti Linares

 

Noto (Siracusa)- Ha ritirato il Premio Solidarietà 2019 commosso ed emozionato il professor Francesco Pira. A consegnarlo il sindaco di Noto avvocato Corrado Benfanti Linares ed il Presidente di Agirt, dottor Giuseppe Cascio, giornalista di lungo corso e fine intellettuale. Toccante la motivazione: “per l'attività di formazione e di ricerca, anche a livello internazionale, sulla percezione attraverso i media del fenomeno migratorio, e per i puntuali articoli come Columnist del quotidiano americano La Voce di New York". Francesco Pira, sociologo, scrittore e giornalista, docente di comunicazione all’Università di Messina, ha ritirato il riconoscimento sabato 29 giugno 2019 al Teatro Comunale della città barocca in provincia di Siracusa. Il sociologo Pira, applaudito anche per una sua relazione sulla comunicazione territoriale, a caldo ha commentato: “Sono davvero grato all’Agirt perché ha voluto premiare il mio lavoro svolto con umiltà, impegno e passione”. Ed in effetti il Premio Solidarietà 2019 sintetizza il doppio impegno del professor Francesco Pira, sul piano della divulgazione e della ricerca sul rapporto Media e Migrazione, ma anche come Colmunist dell’autorevole quotidiano on line La Voce di New York, diretto da Stefano Vaccara, giornale letto dai tanti italiani in America ma molto seguito anche nel nostro Paese. Sul delicato tema della percezione della migrazione attraverso i media tradizionali ed i social network il professor Francesco Pira, ha scritto saggi pubblicati in Italia e all’Estero, ed ha svolto relazioni in convegni nazionali e internazionali. Così come i suoi articoli da Columnist sul quotidiano statunitense sono stati apprezzati e molto condivisi. Intensa su questo tema anche l’attività di formazione per l’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

L’Agirt (Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e Telematici) ha assegnato, come ogni anno, con la partecipazione del comitato regionale dell’Aics, i riconoscimenti a giornalisti ed esponenti della società civile che si sono distinti nel campo della comunicazione.

Questi i premi che sono stati consegnati per l’edizione del 2019 oltre a quello del professor Pira: i tre premi Penna Maestra 2019, a giornalisti che si sono distinti nell’ambito della loro attività professionale: a Laura Valvo, per l’instancabile attività nella redazione di Siracusa de La Sicilia, al coordinamento di un complesso lavoro di raccordo tra, ieri ed oggi, tra giornalismo tradizionale e nuove istanze che vengono dal web, tenendo alti i valori del giornalismo di carta stampata in un momento di grandezza difficoltà editoriale del settore. Per la capacità di rinnovare target e contenuti del giornale, puntando su sociale e cultura che diventano elementi portanti delle pagine di cronaca; a Massimo Ciccarello, direttore di Error404.online, per la puntuale attività di cronaca politica e per aver traghettato nel web tecniche e metodi redazionali della carta stampata, privilegiando l’accuratezza alla frenesia della pubblicazione, senza fermarsi al copia-incolla e senza rinunciare alla elaborazione critica che è elemento imprescindibile della professione giornalistica. Per essere un riferimento professionale nel giornalismo on line, dove la capacità di ricerca e analisi della notizia sono elementi qualificanti nell’assicurare alla stampa locale l’autorevolezza necessaria a essere imprescindibile presidio democratico della collettività; a Franco Oddo, per il lavoro svolto in anni d’attività giornalistica d’inchiesta alla direzione della Civetta di Minerva, partendo da Il Diario di Siracusa, negli anni 70,  fino al Giornale del Sud di Pippo Fava. Sempre in prima linea al servizio della società civile. Dimostrando grande coraggio nel mantenere viva la tradizione del giornalista-editore, che nella nostra provincia è stato motore di crescita democratica. Un Premio alla memoria è stato consegnato alla memoria di Dino Cartia, l’indimenticabile giornalista televisivo che alla direzione di Video Regione e, subito dopo, di Tele Marte ha dato impulso civile alla tv locale, da lui intesa come strumento d’inclusione e di crescita sociale, formando due generazioni di giornalisti televisivi. Due targhe per i giornali on line che sanno fare inchiesta, abbandonando la deleteria tecnica del copia-incolla che sta uccidendo, in un travolgente processo di omologazione, il giornalismo contemporaneo. Giornali che non stanno dalla parte del potere, ma che rappresentano la voce critica della società civile, sempre al servizio della gente. Premiati:Oranews,it, diretto da Mascia Quadarella  La notizia.tvdiretto da Nello La Fata.  Una targa consegnata al giornalista Emilio Pintaldi autore del libro sul sindaco di Messina “Catemoto De Luca” e brillante conduttore della trasmissione televisiva su Tcf “Malalingua”.                        

Altra targa consegnata al giornalista Giuseppe Lorefice, capo ufficio stampa del Comune di Rosolini, che va in pensione dopo 39 anni di ininterrotta attività al vertice dell’area comunicazione, dove ha svolto un importante ruolo di raccordo con la società civile. Una targa, infine, è stata assegnata all’avvocato Giovanni Giuca, per l’assistenza legale garantita ai giornalisti minacciati, in un contesto di banca del tempo in cui la solidarietà tra ordini professionali diventa esercizio di democrazia e rafforza la giustizia sociale.

I Premi sono stati consegnati nell’ambito di una grande giornata dedicata alla formazione dei giornalisti.  Il seminario, valido per la formazione Sigef dell’Ordine dei Giornalisti, dal titolo “Alle radici dell’effetto Noto”. Ha visto per cinque ore un approfondimento sulle radici culturali del SudEst e sul fenomeno socio-economico che, determinato soprattutto dalla comunicazione on line sui social, ha consentito un boom senza precedenti dello sviluppo turistico. Le relazioni su questo tema sono state affidate al professore, Francesco Pira, docente di comunicazione all’Università di Messina; al professore Marcello Saja, direttore del Polo Universitario di Agrigento, alla professoressa Federica Cordaro, docente presso il polo universitario di Agrigento: al giornalista professionista, specialista in comunicazione sociale, Giuseppe Cascio.

Nel corso dello stesso evento è stata inaugurata una mostra sull’emigrazione siciliana in America, curata dai professori Marcello Saia e Federica Cordaro. Un eccezionale lavoro di ricerca e documentazione, ordinato in una mostra fotografica molto composita che ha già fatto il giro del mondo. In particolare, la mostra ha avuto molto successo a New York., apprezzata dai nostri connazionali, anche di seconda e terza generazione, emigrati negli Stati Uniti.  Nel pomeriggio poi si è svolta la presentazione di due saggi, scritti dai giornalisti Francesco Pira ed Emilio Pintaldi. Pira ha presentato il suo ultimo lavoro, “Piraterie” (Medinova Editore). E’ una selezione degli articoli sulla vita da web pubblicati da Pira sul quotidiano La Sicilia da dove viene fuori un impietoso spaccato dei social contemporanei, determinanti protagonisti dei fenomeni di costume che caratterizzano la realtà contemporanea. Una lucida analisi della comunicazione sui social caratterizza anche il saggio di Emilio Pintldi, “Cateomoto De Luca” (Costa Editore).  Si tratta di un innovativo studio sulle tecniche di comunicazione sui social del sindaco di Messina, Cateno De Luca, che con la sua travolgente e tanto discussa personalità ha rappresentato un vero terremoto nelle tecniche di promozione dell’immagine e gestione dei rapporti del mondo politico con la società civile. La presentazione dei due saggi si è svolta in contemporanea con un titolo unico: “Il ruolo del web nella costruzione sociale della realtà, tra costume e politica il consenso passa dai social”.

 

 

 


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