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Concluso il G20 di Osaka: bando sulla plastica e accordi di Parigi, ma Trump si defila

Riaperti i negoziati fra Cina e USA. Le tensioni geopolitiche preoccupano i big del mondo

di Alessandra Caputo - corrispondente a Milano


:: Esteri

Dom 30 Giugno 2019 - 20:20


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Si è concluso ieri il G20 di Osaka, con i leader dei 20 paesi più potenti del mondo che hanno posato per la classica foto di rito. Sullo sfondo del summit i rapporti fra Stati Uniti e Cina e la decisione di Donald Trump e Xi Jinping di riaprire le trattative sui dazi, ancora una tregua dunque per la guerra commerciale più seguita al mondo.

Ma questo non è l’unico ramoscello d’ulivo che il presidente Trump ha deciso di porgere in questi giorni, durante la partecipazione al vertice infatti ha twittato un invito a Kim Jong-un proponendo di incontrarsi al confine della zona demilitarizzata durante la sua visita in Corea del Sud. “Lo incontrerei anche solo per stringergli la mano e salutarlo”, ha detto.

 

Durante la conferenza stampa Trump ha definito “eccellente” il vertice con il leader cinese, affermando che i negoziati sono di nuovo in pista e che il popolo cinese riprenderà ad acquistare i prodotti americani. Ma la vera svolta si è avuta con il caso Huawei, il colosso cinese infatti potrà tornare ad acquistare i prodotti dai fornitori americani.

 

Trump non ha risparmiato sorrisi e strette di mano neanche a Vladimir Putin, i due anzi sono sembrati più in sintonia che mai concedendosi persino di scherzare sulle interferenze russe nelle elezioni americane.

 

Proprio il presidente russo aveva fatto parlare di sé a causa di alcune dichiarazioni rilasciate poco prima di partire per Osaka in un’intervista per il Financial Time dove, tra le altre cose, ha affermato che il liberalismo ha ormai i giorni contati.  

 

I cambiamenti climatici e la tutela dell’ambiente sono stati al centro del vertice, ma il documento finale, dove si ribadisce soprattutto la necessità di rispettare gli accordi di Parigi, si presenta ancora una volta con la formula 19+1. Come già a Buenos Aires anche ad Osaka Donald Trump rimane fermo nella decisione di non appoggiare gli accordi sul clima e sfila gli Stati Uniti da qualsiasi responsabilità.

 

Sul documento finale si può leggere inoltre la preoccupazione espressa dai leader mondiali per la profonda divisione sul commercio e sui cambiamenti climatici che portano a un intensificarsi delle tensioni geopolitiche e sul commercio, con un relativo rischio per l’economia globale. Resta ferma comunque l’intenzione di eliminare completamente l’uso della plastica e quindi c’è stato un via libera al bando sulla plastica al 2050.

 

Per il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato anche un summit di incontri informali con i principali leader europei con l’obiettivo di evitare la procedura di infrazione.

Proprio nella serata di oggi infatti ci sarà un Consiglio Europeo straordinario per decidere le figure chiave all’interno dell’Unione, come il presidente del Parlamento Europeo e quello della commissione UE.

 

Durante la conferenza stampa Conte ha commentato anche il caso Sea Watch affermando di non volersi sostituire al lavoro della magistratura. Infine il Presidente del Consiglio ha respinto con decisione la tesi putiniana tale per cui l’idea di liberaldemocrazia è diventata obsoleta e non corrisponde più agli interessi della grande maggioranza della popolazione.

Ha poi concluso: «All'inizio di questo governo ho fatto una riflessione: per me il vecchio schema ideologico e visione manichea destra- sinistra non era più uno schema interpretativo idoneo a restituire la complessità dei tempi che stiamo vivendo. Putin dice in sostanza che i nostri sistemi liberaldemocratici non riescono ad interpretare efficacemente quelli che sono i bisogni delle persone, le istanze, le paure, le insicurezze. Ma qui, più che problema di sistema liberaldemocratico, è un problema di classi dirigenti, di elite. Se dopo il 4 marzo anche in Italia ci ritroviamo con un nuovo governo, è perché evidentemente anche in Italia scontiamo l'incapacità delle classi politiche che ci hanno preceduto di interpretare i bisogni, le attese le insicurezze dei cittadini italiani».

 

Immagine ripresa dalla sezione riservata alla stampa  del sito G20 

 

 


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