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Roma, aggressione ai danni dei ragazzi del Cinema America. Proseguono le indagini

Sant’Egidio: “È il preoccupante sintomo di un crescente clima di intolleranza, di razzismo e di violenza”

di Luca Cricenti


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Lun 17 Giugno 2019 - 15:33


Immagine Principale

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Roma, 17 giugno 2019 Rione Trastevere, ore 3.30 della notte tra sabato e domenica. Un gruppetto di 4 ragazzi del Cinema America attraversa via di San Francesco a Ripa, dopo l’organizzazione dell’ennesima serata di Cinema in Piazza San Cosimato. Era stato trasmesso “First reformed” di Paul Schrader, con lo stesso regista presente tra il pubblico indossando la t-shirt del Cinema America. Una sera come tante altre insomma nella suggestiva scena estiva di Trastevere, quartiere intriso di romanità e cultura, in particolare da quando i Ragazzi del Cinema America portano il cinema gratuito in piazza.

Ebbene, quegli stessi ragazzi più volte raccontati per la loro forza e determinazione nel mantenere vivo uno strumento di comunicazione che è al tempo stesso ideale di vita, si sono dovuti scontrare con una situazione purtroppo “pronosticabile” per l’attuale clima nazionale. Difatti, il gruppo, con maglietta dell’associazione indossata, logo e scritta in colori giallo su sfondo bordeaux rappresentativi dei colori della città, si sono visti attaccare da un gruppo di persone più grandi che con un atteggiamento inconfondibilmente aggressivo sono passate dalle parole ai fatti. “C’avete le magliette del Cinema America. Ma che siete antifascisti?”, le parole lanciate da uno dello squadrone. Assieme alle parole viene lanciata anche una bottiglia di birra che colpisce in pieno volto Valerio Colantoni (23), sfregiandolo all’altezza del sopracciglio. Un altro aggressore prende di mira David Habib, gli urla “Te la devi levare (la maglietta, ndr), e ve ne dovete andare da qui!”, colpendolo direttamente una capocciata e causandogli la frattura scomposta del setto nasale. Proseguono insulti e grida. I ragazzi riescono a fuggire e a recarsi presso il Pronto Soccorso del Nuovo Regina Margherita.

La polizia e la Digos hanno avviato le indagini per identificare gli aggressori basandosi inizialmente sull’identikit dei ragazzi (non sono ancora disponibili le videoregistrazioni di sorveglianza), così come comunicato dal fondatore Valerio Carocci: “Erano giovani vestiti come quelli di Roma Nord, alcuni con la testa rasata, con molti tatuaggi, fra i 20 e i 30 anni. La nostra realtà fa paura alle destre romane perché è riuscita a portare nelle periferie, come Ostia e Tor Sapienza, che loro pensano di controllare, migliaia di persone. Perché parla anche a chi è di destra, con un linguaggio che non è quello solito di sinistra, perché crea luoghi di inclusione, antirazzismo e solidarietà”.

Insomma un gruppo di “squadristi”, come ribadito dal Presidente della Regione Nicola Zingaretti che prosegue riconoscendo il proprio sostegno ai ragazzi del piccolo america: “Siamo dalla parte dei ragazzi del @piccoloamerica che riempiono di cultura le serate di Roma”.

Dal canto suo anche la Comunità di Sant’Egidio, da sempre attiva proprio nel rione Trastevere, si è fatta sentire, con un post sul proprio sito in cui “condanna con fermezza l’agguato di stampo fascista di sabato notte, in via San Francesco a Ripa, ed esprime solidarietà ai quattro giovani aggrediti solo perché indossavano la maglietta del Cinema America. L’episodio è il preoccupante sintomo di un crescente clima di intolleranza, di razzismo e di violenza che si sta diffondendo dalla periferia al centro della città con troppa facilità perché non trova davanti a sé un argine culturale capace di contrastarlo. Siamo preoccupati per la tenuta civile e morale di Roma che, per la sua storia, si merita ben altro.”

Parole cariche di preoccupazione quelle della Comunità più attiva a Roma verso i bisognosi, che riconosce nell’attuale clima di odio e intolleranza la genesi di quel che non può essere più minimizzato come un episodio o una “bravata” di un gruppo di teste calde. Anche perché non è stato affatto il primo. Già nel 2017, un ragazzo allora minorenne fu pestato a sangue da un gruppo di altri ragazzi soltanto perché indossava la maglia del Cinema America. Un’appartenenza quindi che spaventa perché carica di ideali veri e di cultura. Ma dall’altra parte vi è un’appartenenza ideologica fascista che bisogna smettere di sottovalutare, ma analizzare con cura e capire in che modo poter intervenire per rendere veramente sicura la popolazione attiva nella società da questi soggetti.

D’altronde anche i Carabinieri hanno iniziato ad espandere le indagini oltre la semplice aggressione. Infatti, tra i quattro aggrediti un ragazzo è di fede ebraica e un altro è di colore. Si sta dunque indagando anche per antisemitismo e razzismo.

Intanto da parte del Governo più social del momento, non è giunta alcuna dichiarazione (neanche sull’abusato twitter), salvo un diplomatico post del Premier Conte su Facebook (“Aspettiamo le necessarie verifiche, ma se i fatti fossero confermati sarebbe un episodio gravissimo, aggravato dalla intolleranza ideologica”).

Domenica sera invece la società civile si è organizzata portando centinaia di giovani con la maglietta del Cinema America in piazza a Trastevere.

 


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